L’Azienda Agricola Nicola Pero nasce raccogliendo l’eredità dell’Azienda di famiglia da sempre specializzata nella produzione di prodotti coltivati in campo aperto.

Ci occupiamo di produrre verdura nei mesi invernali e Pomodori Regina di Torre Canne presidio Slow Food nei mesi estivi. Il rispetto della stagionalità ci permette di ottenere prodotti di altissima qualità.
Tra questi Il Pomodoro Regina, varietà locale di pomodoro da serbo che vede le sue origini nella terra di Egnazia, a pochi metri dal mare. Oggi coltivata tra Fasano ed Ostuni, nelle aree agricole litoranee in terreni salmastri.

IL POMODORO REGINA

Regina è il nome di una varietà locale di pomodoro da serbo che vede le sue origini nella terra di Egnazia, a pochi metri dal mare, lungo l’antica via Traiana e poi si diffonde nelle zone limitrofe.
Oggi coltivata tra Fasano ed Ostuni, nelle aree agricole litoranee in terreni salmastri.

La memoria popolare racconta che il nome di questo pomodoro si ispira alle caratteristiche del peduncolo, che crescendo assume la forma di una coroncina.

LA STORIA: Le prime piante di pomodoro furono introdotte dall’America a scopo ornamentale, in seguito gli agricoltori si accorsero che erano commestibili e nel XVIII secolo entrarono a far parte della nostra dieta. Il pomodoro, insieme al grano, divenne una delle principali coltivazioni sul territorio pugliese, in particolare nella nostra zona.

In parallelo a queste coltivazioni erano presenti coltivazioni di piante per la produzione di fibre tessili: lino, canapa e cotone, utili per la realizzazione di abiti e biancheria per la casa.

Le caratteristiche del pomodoro regina permettevano di conservarlo per l’inverno così la storia del pomodoro si intreccia con quella del cotone e della canapa: i contadini raccoglievano i pomodori stando attenti a non staccare il peduncolo poi legavano, un pomodoro per volta, il filo di cotone attorno al peduncolo per ottenere le “catenelle”, piccoli grappoli di pomodori.

Le “catenelle” ottenute con il filo di cotone si univano con lo spago di canapa in un unico grappolo più grande per ottenere la “ramasola” che veniva appesa sotto le bianche volte delle masserie e delle case contadine e conservata per l’inverno.

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Una poetica interpretazione del nome “ramasola” lo traduce come “il ramo di sole” durante il freddo invernale.

Questo lavoro veniva svolto d’estate: ci si riuniva dopo il lavoro nei campi, spesso si riunivano diverse famiglie nel piazzale di un’unica abitazione e si passava il tempo intrecciando: il cotone attorno ai pomodori, le storie agli aneddoti, i momenti di vita a quelli di svago.

Curiosità: Un tempo il possesso di molte ramasole era un’espressione di prestigio sociale e di ricchezza familiare: le ragazze in età da marito che ne possedevano molte erano ambite.

Da Terra Madre 2012

LE CARATTERISTICHE
Le bacche sono piccole e tondeggianti e la buccia piuttosto spessa, il sapore acidulo-salmastro.
Il pomodoro è ottenuto da semi selezionati dagli stessi produttori, tramite una selezione massale che prevede la scelta dei semi delle piante migliori per poterne riprodurre le caratteristiche.
I semi vengono posti a germinare nel mese di febbraio, il trapianto, invece, viene effettuato da aprile a maggio. Alla fase del trapianto segue la fase dell’ingrossamento del frutto che viene eseguita con acqua salmastra.

L’acqua salmastra utilizzata per irrigare le coltivazioni migliora le caratteristiche del pomodoro aumentandone la conservabilità e la resistenza ai parassiti e rendendo il peduncolo più resistente requisito importante per il metodo di conservazione tradizionale.
Il frutto è tra i più ricchi di vitamine A-B1-B2-C-E-PP-K. I pomodori Regina si raccolgono a partire da luglio: una parte viene venduta fresca e consumata nel momento della loro reale maturazione e una parte viene riposta in cassette per essere immagazzinata ed appesa al filo di cotone per avere il piacere di consumare un prodotto estivo anche d’inverno.

IL PRESIDIO SLOW FOOD
Con l’avvento delle serre, che rendono possibile coltivare pomodori in ogni periodo dell’anno, la coltivazione di questa varietà locale è andata via via calando. Il mercato ha visto l’affermazione, negli ultimi vent’anni, dei pomodori Ciliegini che, data la grande offerta, sono commercializzati a prezzi di gran lunga inferiori a quelli del pomodoro Regina. Ma, il seme originario del pomodoro Regina è stato conservato gelosamente e riprodotto ogni anno dalle famiglie del posto, che hanno continuato a coltivare in modo tradizionale gli orti e i terreni sottostanti gli ulivi secolari, continuando ad associare i pomodori, come vuole la storia locale, al cotone. Il Parco Naturale Regionale delle Dune Costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo, che promuove modelli di agricoltura sostenibile e il recupero delle antiche varietà coltivate, e l’Associazione Culturale Presepe Vivente di Pezze di Greco, che si adopera per la conservazione della cultura contadina locale, hanno sostenuto la nascita di un Presidio che si è posto l’obiettivo di salvaguardare e perpetuare sia la coltivazione del pomodoro Regina che quella del cotone. I pomodori sono coltivati pressoché in asciutta e una parte viene intrecciata ancora al filo di cotone.

www.fondazioneslowfood.it